La storia dell'Aventino Blues Festival
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Nel 1983, l'allora Sindaco del comune di Gessopalena, dietro l' insistenza di alcuni giovani del posto, concesse agli stessi un contributo di 500.000 delle vecchie lire (circa 258 Euro) per dare il via a quello che nel tempo sarebbe diventato uno degli eventi musicali piu' importanti della regione Abruzzo: L'AVENTINO BLUES FESTIVAL . Un ciclostile, due trombe acustiche ed un'automobile furono i pochi mezzi d'ausilio per diffondere la notizia nella valle del Sangro-Aventino e la serata di Gessopalena ebbe un tale successo di pubblico da convincere, negli anni a seguire, anche le amministrazioni comunali di Torricella Peligna (1984) e Lama dei Peligni (1985) ad aderire al Festival. Perche' il Blues ? Perche' questa musica allora ai piu' sconosciuta ? La risposta e' semplice . Perche' in quella zona dell'entroterra Chietino , dimenticata da Dio e dagli uomini, dove predominava la cultura contadina con I suoi canti tradizionali, apparve semplice importare quella stessa cultura dei " negri " d'America che cantavano la loro disperazione e la loro situazione di schiavitu' nelle piantagioni di cotone. |
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Perche' il nome Aventino Blues ? Perche' l'Aventino e' il fiume che bagna il territorio dei comuni interessati, perche' e' il simbolo della fronda resistente, perche' e' il fiume che si e' macchiato di sangue durante l'ultimo conflitto mondiale con le truppe degli opposti eserciti che si fronteggiavano sulle linee opposte ed infine, perche' e' il fiume che ha reso fertile le terre della zona. Si diceva del 1983; il Borgo medioevale di Gessopalena si riempie per una sera dando inizio ad una nuova lettura dell'elemento architettonico che lo stesso rappresentava e a partire da quel momento e da quella esperienza, la forza dell'elemento spaziale e scenografico di quel luogo, diventeranno momento inscindibile nella storia della manifestazione. Negli anni a seguire, ad esso, si uniranno la pineta di Torricella Peligna e la piazza Medioevale di Lama dei Peligni cosė da sottolineare la caratteristica principale del Festival racchiusa nel trinomio Musica - Arte - Natura. Per tutti gli anni ottanta il Festival ha rappresentato una vetrina fantastica della musica blues italiana. Sui palcoscenici naturali dei tre paesi si succedono tutti i migliori blues-men della penisola : da Murizio Bonini a Guido Toffoletti, da Fabio Treves a Nik Becattini, da Mario Insegna a Tolo Marton, da Roberto Ciotti a Andy J. Forest . Insieme ad essi tanti giovani alle prime armi che nel corso del tempo diventeranno a loro volta i protagonisti del Festival. Nel frattempo l'interesse generale per la manifestazione cresce sempre di piu': le telecamere di Rai3 Abruzzo e di Rai2 lavorano alla documentazione filmata dell'evento; la stampa regionale da' ampio risalto alla manifestazione insieme alla stampa nazionale ed alle riviste specializzate italiane ed estere. Insieme a questo massiccio interesse se ne registra un altro ancora piu' sorprendente e cioe' la presenza di pubblico che alla fine degli anni ottanta e' di circa 1.000 persone a sera. Nel 1990, per motivi strettamente economici, il Festival subisce una interruzione durata tre anni. Si riprende nel 1993 e ci sono subito importanti novita' . Innanzitutto l'organizzazione: al duo di partenza costituito da Tommaso D'Amelio ed Antonio Santirocco, si affiancano Pro Loco dei paesi, alcune Associazioni a carattere regionale e tanti giovani volontari del posto. Cresce la struttura economica che grazie all'intervento della Regione Abruzzo, della Amministrazione Provinciale di Chieti , della Comunita' Montana Aventino-Medio Sangro, del Consorzio Majella Verde ed alcuni sponsor privati, passa da pochi milioni di lire degli anni ottanta ad un piu' consistente budget di questi anni. Il Festival da "vetrina di gruppi italiani" si apre sempre di piu' a gruppi provenienti da tutte le parti del mondo, diventando una vera Kermesse Internazionale. Cambia anche il concetto ispiratore del Festival: non piu' solo musica ma una attenzione particolare all'aspetto turistico che l'evento stesso poteva rappresentare. Cosė grazie al rapporto con gli operatori del posto si comincia a pensare allo sviluppo turistico della zona attraverso la creazione di piccoli pacchetti turistici capaci di attrarre, per un intero week end, la massa di giovani provenienti da tutta la regione e far conoscere loro le bellezze artistiche, storiche ed ambientali di cui la zona e' ricca: il Castello di Roccascalegna, Juvanum, la Grotta del Cavallone, il Lago di Casoli, la Pineta di Torricella Peligna, il Parco Nazionale della Majella a Lama dei Peligni, il Borgo Medioevale di Gessopalena. Tutto questo lavoro porta, a partire dal 1987, all'adesione al Festival dei comuni di Casoli, Roccascalegna e Civitella Messer Raimondo. In questi anni cavalcano la scena dell'Aventino alcuni mostri sacri del blues mondiale: Mick Martin, Popa Chubby, Nine Below Zero, Peter Green, Credence Clearwater Revived, Lurrie Bell, Sherman Robertson, Noel Redding, Rosa King, Jaime Dolce, Sugar Blue , Louisiana Red e tanti altri grandi artisti. Arriviamo cosė ai giorni nostri . Nell'edizione del 2001sicuramente il Festival ha raggiunto il suo livello massimo di splendore e di importanza. Innanzitutto i suoi 18 anni di vita che sottolineano la sua maggiore eta' e soprattutto la sensazione che, insieme ad esso, un'intera generazione sia cresciuta nei suoi "sensi". Dodicimila presenze in sei sere significano il doppio del numero degli abitanti dell'intera zona ed esse, insieme all'ormai consolidato risalto dato alla manifestazione dagli organi di stampa, stanno a significare che l'Aventino Blues Festival rappresenta oggi in Abruzzo insieme a pochi altri, l'evento musicale dell'anno. Novita' importante di questa edizione e' rappresentata dal film " Aventino Blues Explotion " girato durante i sei giorni del Festival che oltre a " parlare " di musica con i concerti di The Animals, The Commitment, Them e tutti gli altri gruppi partecipanti, parla anche delle bellezze artistiche e storiche dei luoghi ospitanti, delle loro tradizioni e della loro cultura. Altra novita' importante di questa edizione e' l'ingresso del comune di Atessa, il comune piu' grande del comprensorio che idealmente e geograficamente si pone proprio alla foce dell'Aventino come atto finale di tutta la storia. L'edizione 2002, che si e' tenuta dal 22 al 27 luglio ed e' stata ancora una volta ricca di novita' .L'organizzazione che, curata dall'Associazione Culturale " Aventino Production ", e' riuscita a stimolare altre attivita' collaterali utili a rendere il Festival veramente "stratosferico" cosė come definito dalla stampa regionale .In collaborazione con gli operatori del posto e' stata attrezzata una vasta area camping per ospitare i tanti giovani che ormai giungono nella nostra zona da un po' tutta Italia; sono stati messi a loro disposizione autobus che giornalmente hanno percorso il territorio dell'Aventino per far conoscere le sue tante attrattive; sono state allestite mostre, proiettati documentari e filmati sulla storia e le tradizioni dei paesi ospitanti. Per la prima volta si e' dato vita ad una esperienza assolutamente innovativa:un percorso, segnalato da una cartellonistica particolare, attraverso la tradizione eno-gastronomica dei paesi ospitanti i quali hanno avuto cosė la possibilita' di mettere in mostra e far degustare ognuno un proprio piatto tipico, accompagnato da un vino della zona. A proposito di vino, in collaborazione con uno sponsor del settore e' stata messa in commercio, per questa edizione, una bottiglia di Montepulciano d'Abruzzo con una etichetta ed un marchio creati appositamente per il Festival. Per quanto riguarda la musica, ci sono stati i soliti tre appuntamenti a sera, con uno spazio rilevante riservato ai gruppi blues abruzzesi, ai quali e' stato dedicato un apposito concorso con premiazione finale per il vincitore. Naturalmente ampio spazio riservato ai gruppi stranieri tra i quali: Marcia Ball, Billy Branch, Carl Palmer, Ten Years After, Mama Paula ed altri. L'Aventino Blues Festival 2002 e' stato dedicato al grande John Lee Hoocher ed a tutti quelli che non ci sono pių. |
Tratto dal sito Aventino Blues