La Chiesa Parrocchiale di San Nicola e Clemente

Inizialmente distinte, la Chiesa di S. Clemente fu soppressa nel 1804 e fusa con la Parrocchia di S. Nicola che in seguito assunse il nome di entrambi i Santi. E' una delle poche chiese abruzzesi del Rinascimento di forma basilicale. La facciata costruita nella seconda metà del '500 presenta un rosone a raggiera decorato da testine d'Angelo, perfettamente conservato. Nell'interno si possono ammirare un pulpito ligneo di fattura michelangiolesca risalente alla seconda metà del XVI secolo, una statua di cera di Gesù Bambino conservata in urna d'argento e l'organo del XVIII secolo. Nel 1589 fu ampliata e fu aggiunto il campanile raggiungendo probabilmente forma e dimensioni attuali. 

 

 

 

 

Monastero di S. Maria della Misericordia (Convento di S. Antonio)


E' uno dei monumenti più importanti dell'intera Valle Aventino. Costruito nel 1327 da Padre Roberto da Salle, seguace di Celestino V, subì vari rifacimenti dal 1530 al 1600. Nel 1706 a seguito del terremoto che lo aveva particolarmente danneggiato subì un radicale intervento di ristrutturazione. All'interno sono conservati una Croce in rame battuto della prima metà del XIV secolo e la statua di Santa Maria della Misericordia del XII secolo, restaurata dall'artista locale Giuseppe Verlengia nel 1905, cui è anche attribuita l'opera del campanile.

 

 

 

Palazzo dei baroni Carosi-Tabassi - XVI secolo

 

Situato di fronte al portico della Chiesa parrocchiale. I Carosi-Tabassi discendono da una famiglia sveva giunta in Italia nel 1200. Lo stemma della famiglia, che si può ammirare sul fronte dell'edificio, rappresenta un cingolo militare con le lettere SPQR ad indicare la loro qualità di conti palatini.

 

 

 

 

 

 

Palazzo Verlengia

Bel palazzotto Ottocentesco situato in Piazza Umberto I nell'adiacenza del Municipio, luogo natale del Prof. Francesco Verlengia, creatore della "Rivista Abbruzzese" e della Biblioteca "De Meis".  Il Palazzo è stato donato nell'anno 2003 dalla famiglia Verlengia alla Curia Arcivescovile di Chieti che nel 2004 lo ha restaurato.

 

Fonte Cannella e Fonte del Capo - XVI secolo

 

 

Situate agli ingressi del paese. Queste fontane di pietra bianca della Majella venivano utilizzate come lavatoi pubblici.

 

 

 

Acquerello "Costumi della Lama"   

L'acquerello eseguito da Antonio Berotti e Alessandro D’Anna su ordine di Ferdinando IV di Borbone del 782, fa parte della collezione Lorenese delle Gouaches conservata presso il Museo degli Argenti di palazzo Pitti a Firenze ed è stato riscoperto solo recentemente. L'Amministrazione Comunale ha realizzato 300 litografie numerate del dipinto e alcune di queste sono ancora disponibili presso il Comune. Inoltre ne è stata riprodotta una copia ad olio su tela conservata nel salone consigliare del Comune.

 

                                      

 

 

 

Il catasto onciario

Il catasto onciario pubblicato il 18 agosto del 1753 è il documento più antico che l’amministrazione comunale conserva nei suoi archivi. Fu istituito nel 1740 sotto il regno di Carlo III di Borbone ed aveva lo scopo di riordinare il sistema fiscale sulla proprietà immobiliare e fondiaria ed imporre imposte personali e reali, quindi ogni università del regno dovette redigere un catasto e ad ogni cittadino, compresi gli ecclesiastici e nobili, fu attribuita una rendita espressa in once.

 

Il Catasto originale è consultabile presso la biblioteca comunale.

 

 

 

Approfondisci il Catasto...